il Mobbing
il Mobbing

I DANNI FISICI DA MOBBING
UNAC _ MIDICINA LEGALE
Il Mobbing ed il danno alla salute dei lavoratori . Il Mobbing è una condotta posta in essere da una o più persone attraverso varie forme di prevaricazione che mirano ad eliminare la vittima dall?ambiente lavorativo in cui essa opera. Quando questa condotta è attuata per eliminare esuberi di personale o personale non efficiente , ottenendo le dimissioni del mobizzato senza oneri economici per l?azienda prende il nome di Bossing. Alla attenzione del medico arrivano spesso casi di persone che hanno gravi problematiche nate nell?ambito lavorativo , pur essendo personalità creative e capaci ,che amano la loro professione, che si sono affermati in ruoli professionali di grande valore sociale o di forte identificazione con l?ambito professionale di appartenenza . Tale fenomeno è maggiormente rappresentato tra le cosiddette professioni di aiuto , ad esempio in ambito sanitario , oppure tra appartenenti alle Forze dell?Ordine , o tra gli insegnanti : professioni in cui la spinta iniziale è data da una grande carica emozionale e idealistica e che sentono poi il tradimento di questi ideali in una realtà fatta di relazioni basate spesso su altri ?valori?. L?attenzione deve essere posta sugli attori del fenomeno mobbing : 1. il mobber o aggressore 2. il mobizzato o vittima 3. i co-mobber o spettatori In tutti questi possiamo ritrovare una patologia delle relazioni che poi diventa causa od effetto di mobbing. Una ricerca della University of British Columbia effettuata dal Prof. Robert Hare, esperto psicologo e consulente dell?F.B.I. identifica colui che ha ampie probabilità di divenire un Capo in un predatore sociale con queste caratteristiche: -ha una discutibile moralità -impone regole rigide, ma non le rispetta -è pronto a mentire accusando i colleghi e gridando al complotto quando viene ripreso da un superiore -non accetta consigli dai sottoposti -esalta costantemente il suo ruolo -è spesso inaffidabile -declina sempre ogni responsabilità scaricandola sui suoi sottoposti -presenta una ricerca spasmodica di potere e di prestigio ,nonché di denaro. Questo quadro personologico racchiude molti tratti di personalità patologiche ed antisociali. Tra i mobber troviamo con una certa frequenza persone affette da disturbi di personalità narcisistica e paranoide , persone apparentemente sane che però, secondo la vecchia e non superata dizione della vecchia psicopatologia ?soffrono o fanno soffrire la società?. Impariamo a riconoscerle : ? il Narcisista presenta un senso grandioso di importanza ,fantasie illimitate di potere e successo , bellezza e fascino; crede di essere unico e speciale e pretende ammirazione illimitata. Crede che tutto gli sia dovuto ed approfitta degli altri per i suoi scopi personali; manca totalmente di empatia ed è incapace di riconoscere i sentimenti e le necessità degli altri ; è spesso invidioso e mostra con piacere comportamenti arroganti e presuntuosi. ? La personalità Paranoide presenta sospettosità (senza una base sufficiente )di essere sfruttato, danneggiato o ingannato; dubita continuamente della lealtà ed affidabilità di amici, colleghi .Non si confida mai con nessuno per paura di essere tradito e scorge significati nascosti umilianti e minacciosi in ogni messaggio ricevuto;porta costantemente rancore e percepisce continui attacchi al proprio ruolo ,sempre pronto a contrattaccare .Altre personalità pericolose e frequentemente implicate nel ruolo di mobber sono : ? Il Frustrato scarica i suoi problemi personali sugli altri ? L?Istigatore ( attore principale del mobbing trasversale effettuato attraverso il gruppo di colleghi compiacenti con il capo ) sempre pronto a fare nuove cattiverie ed a favorire complotti ? Il Megalomane con una visione distorta di sé e degli altri ? Il Perverso che trova il suo equilibrio scaricando su altri il dolore o lo stress. Costoro sono da considarsi persone malate ,ma raramente hanno coscienza di malattia e sono evidentemente considerate tali, specialmente in realtà che considerano il successo a tutti i costi un obiettivo prioritario . In Italia vi sono circa un milione di vittime di mobbing identificate. Persone che partono da posizioni e ruoli di responsabilità e successo e , inspiegabilmente,divengono persone negate , bersagli di angherie e soprusi , demotivate, esautorate e private di ogni responsabilità o qualifica , al solo scopo di allontanarle e farle trovare in condizioni di isolamento sociale, totale sudditanza, impotenza, malattia. La vittima è perciò spesso identificata come un nemico da eliminare perché troppo vivace, esuberante, intraprendente e capace per questo di fare ombra al vertice , oppure di mettere in evidenza le pecche del sistema. Altrettanto vero è che vittime ideali del fenomeno di mobbing sono individui con difficoltà nella gestione dello stress, personalità dai tratti rigidi o dipendenti , personalità con difficoltà nella gestione degli impulsi, persone sole o con difficoltà familiari o sociali ,decisamente più facili da colpire. Un modello ormai consolidato di identificazione del fenomeno è il modello italiano di Ege , che identifica sei fasi del conflitto. 0 fase di conflitto normale fisiologico, accettato 1 fase di conflitto mirato con individuazione della vittima designata 2 fase in cui la vittima mostra iniziale disagio e fastidio 3 fase in cui la vittima mostra i primi segnali patologici 4 fase in cui la vittima presenta lunghe assenze per malattia e l?amministrazione valuta negativamente tali assenze ed inizia la valutazione negativa del mobizzato ( considerato matto o lavativo ) 5 fase in cui la vittima vede aggravarsi la propria situazione ed entra in uno stato di isolamento e malattia 6 fase in cui si ha l?epilogo del fenomeno o con il prepensionamento, o con il licenziamento o le dimissioni o il suicidio del mobizzato. Abbiamo valutato come il mobber sia sostanzialmente un anaffettivo ed il mobizzato un emotivo . L?emozione è alla base della nostra vita ,ed è descritta come quella modificazione delle condizioni omeostatiche di base dell?organismo ,finalizzate alla conservazione dell?individuo ,o della specie, per mezzo di specifici comportamenti e di modificazioni somatiche che ne costituiscono il supporto fisiologico e metabolico ,accompagnati da particolari vissuti a tonalità spiacevole o piacevole che possono essere comunicati verbalmente, in risposta allo stress. La risposta emozionale allo stress si svolge dunque su tre livelli : 1- biologico 2- comportamentale 3- intrapsichico non è specifica ed è probabilmente prefissata su base genetica, ma modificabile dalle interazioni che l?individuo ha con l?ambiente circostante;ambiente inteso sia come ambiente fisico, sia come universo delle relazioni interpersonali significative. Dato uno stress qualunque la risposta funzionale avviene attraverso i vari sistemi : ? il sistema nervoso viscerale con un aumento della noradrenalina ,la deplezione della serotonina e l?aumento della trasmissione dopaminergica. ? Il sistema endocrino con l?aumento dell?A.C.T.H. e del cortisolo , la diminuzione del testosterone e la riduzione o l?aumento degli ormoni tiroidei ? Il sistema immunitario con il rilascio di citochine nello stress acuto e la diminuzione delle cellule natural killer nello stress cronico. Questo breve e necessariamente grossolano excursus nella fisiopatologia dello stress rende ragione dei disturbi che possono insorgere dopo essere stati esposti a situazioni stressanti . Gli eventi stressanti della vita sono innumerevoli , ma gli psicopatologi ne hanno compilato una scala ( scala di Rahe ?Holmes ) in cui mettono in relazione l?insorgenza di patologia con il vissuto di eventi molto ben identificati. Al primo posto troviamo il decesso del coniuge o di un familiare stretto, all?8° il licenziamento, al 10° il pensionamento,al 12° la gravidanza, al 20° cambiamento lavorativo, al 22° il cambio di responsabilità o di orari nel lavoro, al 30° le difficoltà con il proprio capo. Le risposte agli eventi stressanti della vita risentono inoltre di tutto un vissuto personale costituito da rapporti primitivi con le figure parentali,processi di integrazione sociale, sviluppo di processi di simbolizzazione, apprendimento, frustrazione e gratificazione che divengono strategie per il controllo e la gestione delle emozioni: sono i meccanismi di difesa . Sappiamo a questo punto che per valutare la capacità di gestione ottimale del conflitto ( e perciò la sua possibilità di soccombere in una situazione di mobbing) da parte di un individuo dobbiamo considerare : ? L?importanza e la gravità del conflitto nella sua vita ? La struttura di personalità del mobbizzato ? La capacità dei meccanismi di difesa personali di opporsi all?ansia generata dal conflitto ? L?ambiente in cui viene agito. La reazione emozionale normale è quella con il minimo rischio somatico e psicopatologico, bilanciata ed armonicamente manifestata sia attraverso vie comportamentali che intrapsichiche e somatiche . Nella normalità lo stress attiva i vari sistemi ( il sistema nervoso centrale e viscerale , il sistema endocrino, il sistema immunitario ) e l?individuo vive consapevolmente le proprie emozioni , gestendo il conflitto senza reazioni patologiche . Nella malattia la incapacità a vivere consapevolmente le proprie emozioni, deriva da un imprinting errato,o da una condizione di alexitimia ( mancanza della capacità di esprimere il disagio a livello mentale ed espressione somatica con rottura della omeostasi corpo-mente ed un aumento del rischio psicopatologico e psicosomatico , che può esitare in malattia) . La medicina psicosomatica utilizza vari modelli interpretativi per leggere queste situazioni ed identificare gli esiti del conflitto , i più esemplificativi sono quello psicodinamico , il modello psicosociale e quello integrativo. Nel modello psicodinamico si valuta da una parte l?intensità del conflitto e dall?altra i meccanismi di difesa adottati per la sua gestione : Se l?individuo opterà per meccanismi di razionalizzazione , sublimazione o altri ( humor )non si avrà che un periodo di difficoltà , ma sarà superato specialmente se intorno la persona implicata troverà solidarietà e aiuto; Se opterà per meccanismi di repressione e negazione si avvierà verso una regressione somatica ed una conversione dell?ansia a livello biologico con malattia somatica o psicosomatica . Sono noti gli studi sulla ? personalità A? di Alexander, uno psicanalista che ha evidenziato che persone che non esternano la loro aggressività e che vivono sul lavoro situazioni di stress cronico con impossibilità di espressione emozionale ( vi sono professioni in cui si deve dimostrare ? sangue freddo?, pena la estromissione dai compiti di maggiore responsabilità ) vanno statisticamente incontro a più frequenti episodi di angina pectoris, spasmi coronarici ,infarto del miocardio, ipertensione, ulcera peptica, tireotossicosi, cefalea . Tutte queste patologie derivano da aumento della secrezione di dopamina adrenalina, cortisolo, ACTH, etc. etc. Altri meccanismi psicosomatici danno luogo ad altre patologie : asma, connettivopatie, sindromi da iperventilazione, angioedema ed orticaria, malattie infiammatorie intestinali. Se invece l?individuo coinvolto opterà per meccanismi di proiezione e spostamento si avvierà verso una regressione psicologica con la possibilità di disturbi psichici nevrotici e psicotici . Tra questi sono da considerare la depressione , la distimia, il disturbo d?ansia generalizzato, il distur da attacchi di panico,il disturbo post traumatico da stress, problemi di dipendenza da alcol e sostanze o farmaci , fobia sociale , disturbi del sonno o del comportamento alimentare con obesità o anoressia . Ogni situazione deve essere curata e seguita con attenzione , facendo attenzione anche agli esiti o sintomi residui di queste patologie : la diminuita capacità di iniziativa, di decidere, di avere capacità sociali e strategiche , la diminuita qualità della vita per diminuzione degli interessi, delle relazioni sociali, della soddisfazione nel lavoro e nella vita con anedonia ( incapacità di provare piacere in tutte le cose ) somatica e psichica. Nel modello psicosociale sono evidenziate maggiormente le esperienze personali e l?ambiente, inteso come ambiente fisico, ma anche come condizioni ed organizzazione del lavoro o interazioni sociali dirette o indirette . La reazione emozionale comunque indotta non è mai solo biologica o solo comportamentale ; è interessante notare come la variazione psichica è inversamente proporzionale alla manifestazione organica, cosa del resto evidente nella esperienza quotidiana . Necessariamente la sorveglianza su questi eventi non è solo sorveglianza sulla salute del singolo lavoratore, ma sulla salute pubblica ed è affidata ai Medici di famiglia , ai Centri di salute mentale , ai Centri di medicina del lavoro , ai Centri di studio e terapia delle patologie mobbing correlate nati nelle Università e nelle ASL .La legislazione sanitaria e civile è ancora molto carente in proposito . Le cause di malattia professionale intentate finora sono ancora sub iudice ed esiste comunque un forte interesse ed una messe di studi che tende a sistematizzare l?iter diagnostico e la valutazione medico legale del mobbing. Quest? ultima deve valutare i danni e le conseguenze sulla salute del mobizzato : ? Il danno biologico ? Il danno psichico ? Il danno esistenziale Inoltre è necessario valutare il danno a terzi , ad esempio la famiglia ( non infrequenti sono le separazioni coniugali o l?aumento della conflittualità con i figli per spostamento dell?aggressività in famiglia ), e le conseguenze sociali . Per concludere è necessario dire due parole sul grave problema del suicidio di persone giovani e nel pieno della loro capacità, con apparentemente un normale equilibrio psichico .Il suicidio è purtroppo una causa importante di morte di giovani ( la seconda dopo gli incidenti stradali nella fascia d?età tra i 20 ed i 35 anni ) e si ipotizza che circa il 30 per cento di questi derivi da problematiche non risolte nell?ambito delle relazioni interpersonali anche lavorative . Il suicidio non è solo l?esito finale della depressione grave , ma nello scatenarsi di impulsività suicidiaria sono coinvolti molti imput : dalla depressione del tono dell?umore, anche momentanea, alla rabbia ,dalla sensazione di ?fatica della vita? a quella di ineluttabilità della situazione vissuta ,dalla sensazione di ?vergogna? alla sensazione di inadeguatezza ed inutilità della propria persona , alla percezione dell?isolamento sociale .Nello scatenarsi della impulsività suicidiaria ha importanza una deplezione della serotonina ( che abbiamo visto diminuire nello stress cronico). Il suicida è spesso tale in quanto si sente isolato e incapace di rientrare nella normalità della vita ,fatta anche di conflitti ,in cui la aggressività può essere vissuta e stemperata nel rapporto normale con gli altri e non necessariamente autodiretta . D.ssa Luisa BUDRONI
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