il Mobbing
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Suprema Corte
Pubblici ufficiali: abuso dei poteri
Pubblici ufficiali: la Suprema Corte in tema di aggravante dell'abuso dei poteri L'aggravante comune dell'abuso dei poteri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio e' estensibile al concorrente consapevole ( art. 61 n. 9 c. p. e art. 118 c.p.) La Suprema Corte (Sez. III^, sentenza 25 settembre – 4 novembre 2015, n. 44452) con un'importantissima decisione, ha consolidato un proprio orientamento sul rapporto tra privati concorrenti e pubblici ufficiali che abusano del proprio ruolo. È' ben noto, a tale riguardo, che la circostanza aggravante dell’avere commesso il fatto con abuso dei poteri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio non presupponga necessariamente che il reato sia commesso in relazione al compimento di atti rientranti nella sfera di competenza dei pubblico ufficiale o dell'incaricato di un pubblico servizio. E' altrettanto pacifico che non e' richiesta per il riconoscimento dell'aumento di pena l'attualità dell'esercizio della funzione o dei servizio. Nondimeno, ai fini dell’applicazione della stessa è necessario che la commissione del fatto sia stata quanto meno facilitata od agevolata dall'esercizio dei poteri o dalla violazione dei doveri, non essendo sufficiente che in capo a chi commetta un qualsivoglia reato sussista la veste di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio. Tanto perché la stessa si riferisce ad una modalità dell'azione e non ad una mera qualità personale. Siffatta affermazione, chiarendo la natura dell'elemento in questione, ne giustifica l'inquadramento tra le circostanze di natura oggettiva, con la conseguente estensibilità al concorrente che ne sia consapevole.
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