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titolo: TRAMANO LE GERARCHIE
data: 19.05.2017
autore: SINDACATO CARABINIERI U.N.A.C.
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QUELLO CHE QUESTO SINDACATO DICE E FA' DA OLTRE 20 ANNI UNICO AD ESSERE STATO COERENTE CON LE PROPRIE CONVINZIONI SINDACALI A FAVORE DI TUTTI I 110 MILA CARABINIERI E COMBATTENDO A PROPRIE SPESE CONTRO IL "POTERE" ASSOLUTO DEI GENERALI CHE OGGI SENTONO IL TINTINNIO DELLE MANETTE, IL CONSIGLIO DI STATO A RIMESSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE LA QUESTIONE DI LEGITTIMITA' DELL'ARTICOLO CHE VIETA AI CARABINIERI DI COSTITUIRSI IN SINDACATO. NON ASPETTANDO LE ISTITUZIONI ITALIANI, QUESTO SINDACATO HA GIA' INVESTITO IL PARLAMENTO EUROPEO E LA CEDU PER LA CONDANNA DELLO STATO ITALIANO AL DIVIETO DEL SINDACATO PER I MILITARI E CARABINIERI, AD OPERA DI ALTI GENERALI TUTTI "INCOMPATIBILI". SI PROFILA UN INGENTISSIMO RISARCIMENTO DEI DANNI. APPENA IL SINDACATO METTERA' MANO NEL "TESORO" DEI GENERALI SCATTERANNO MOLTE MANETTE. ECCO LA SINTESI DELLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO. SU QUESTO SITO NELLA SEZIONE DIVISIONE LEGALE LA SENTENZA INTEGRALE. E' FINITA LA CUCCAGNA PER LE GRECHE E LE TORRETTE. ______________________________________________________________________________________________ Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), dichiara rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1475, comma 2, del d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’ordinamento militare), per i seguenti profili: a) per contrasto con l’art. 117, comma 1, Cost., in relazione agli articoli 11 e 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, come da ultimo interpretati dalle sentenze in data 2 ottobre 2014 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, quinta sezione, nei casi “Matelly c. Francia” (ricorso n. 10609/10) e “Adefdromil c. Francia” (ricorso n. 32191/09); b) per contrasto con l’art. 117, comma 1, Cost., in relazione all’articolo 5, terzo periodo, della Carta sociale europea riveduta, firmata in Strasburgo in data 3 maggio 1996 e resa esecutiva in Italia con legge 9 febbraio 1999, n. 30. Dispone la sospensione del presente giudizio davanti al Consiglio di Stato e ordina alla segreteria l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. Ordina che, a cura della segreteria, la presente ordinanza sia comunicata alle parti costituite e notificata al Presidente del Consiglio dei Ministri, nonché comunicata ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 30 marzo 2017 con l'intervento dei magistrati: Filippo Patroni Griffi, Presidente Oberdan Forlenza, Consigliere Leonardo Spagnoletti, Consigliere Luca Lamberti, Consigliere, Estensore Nicola D'Angelo,
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