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titolo: sotto processo per Frode
data: Carabinieri
autore: SINDACATO CARABINIERI U.N.A.C.
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Avevamo già avvertito l'Autorità Nazionale Anti-corruzione su questa Gara D'Appalto, e sul conflitto di interessi dei vertici dell'Arma che non fanno bella figura. Invitiamo anche la Guardia di Finanza ad indagare se la stessa Ditta aggiudicataria dell'appalto ha dimostrato la Sua riconoscenza ai generali con l'elargizione di ingenti somme di Danaro sotto forma di "sponsorizzazioni" sulla Rivista Privata "Il Carabiniere" previa intercessione della Concessionaria delegata. LA GARA Carabinieri, ditta sotto processo per frode vince l’appalto delle mense La Fabbro, accusata di aver servito carne polacca e non italiana e formaggio più scadente in due caserme, si è aggiudicata la fornitura per tutto il Lazio. E l’Arma non si è costituita parte civile nel procedimento di Giulio De Santis Dal 15 giugno le caserme laziali dei carabinieri sono servite dalla Fabbro spa, società milanese specializzata nella ristorazione collettiva. Che però dallo scorso 28 febbraio ha un problema con la giustizia. Il rappresentante legale dell’azienda nel 2014, Massimiliano Fabbro, è sotto processo con l’accusa aver fornito alle caserme dei militari Salvo D’Acquisto e Talamo carne polacca invece di quella italiana prevista nel capitolato d’appalto vinto all’epoca. Il valore della nuova commessa che l’azienda milanese si è aggiudicata è di nove milioni e 715mila euro. Quest’ultimo contratto stipulato dall’Arma con la Fabbro include anche il servizio di ristorazione delle caserme sarde. I carabinieri hanno scelto di siglare l’accordo anche dopo essere stati avvisati lo scorso 10 aprile dell’esistenza del procedimento penale a carico dell’azienda, accusata di frode in pubbliche forniture in due sue caserme. La lettera di avviso è stata inviata al Comando generale da una delle società estromesse. Nel processo che si svolge davanti alla settima sezione penale, dove l’accusa è rappresentata dal pm Gianluca Mazzei, l’Arma non si è costituita parte civile. L’inchiesta, sfociata nel dibattimento in corso, è nata dopo un controllo svolto da un organo del carabinieri istituito nel 2014. Durante le ispezioni alla Salvo D’Acquisto e alla Talamo, le caserme romane rifornite dalla Fabbro, emerge che sul tavolo dei militari arriva formaggio grattugiato denominato Gran Mix mentre dovrebbe essere servito parmigiano reggiano. Anche la carne è diversa: polacca, invece che italiana. Sulle discrasie è redatta un’informativa inviata in procura. Dove il pm Edmondo De Gregorio decide di accusare l’allora rappresentante legale dell’azienda di frode nelle pubbliche forniture. Lo stesso reato è contestato a un collaboratore della società, Antonio Edmondo Linguati. I due finiscono imputati. Intanto lo scorso ottobre l’Arma indice una gara d’appalto per la fornitura dei pasti nelle caserme in tutta Italia. A dicembre si aprono le buste. La Fabbro ottiene il miglior punteggio per il lotto del Lazio e della Sardegna. Tuttavia il presidente della commissione si riserva di approfondire l’offerta con riferimento al costo del lavoro e altri oneri finanziari «apparsi anormalmente bassi». Terminato l’approfondimento, la Fabbro ottiene l’appalto, siglando il contratto lo scorso 15 giugno. A novembre la terza udienza del processo.
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