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titolo: Indagato Comandante
data: Contingente Nassiria
autore: Unac
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Il Corriere della Sera del 18 marzo ha riportato la notizia dell'inchiesta avviata dal P.M. militare Intelisano con la quale ha indagato il Comandante del Reggimento Carabinieri, Colonnello George Di Pauli, Comandante della base dei Carabinieri di Nassiriya il 12 novembre 2003, Titola il Corriere a pag. 8: Nassiya base insicura, colonnello indagato. Misure di protezione inadeguate, sotto accusa il comandante del reggimento dei carabinieri. Muri troppo bassi, falle nella recinzione, armeria vulnerabile. Sulla vicenda si Ŕ inserito il Vice Presidente della Commissione Difesa , Mario Palombo, ex generale dei carabinieri che, si ricorda ha avversato da tempo tutte le iniziative dei carabinieri di base dell'Unac , schieratosi apertamente a favore degli alti vertici dell'Arma. L'Unac ha pubblicato e ripubblica su questo sito, foto inedite, consegnateci dai nostri colleghi, che evidenziano come le protezioni intorno alla base, ovvero i sacchi, sono stati riempiti non con sabbia, ma con pietrisco e sassi che in caso di esplosione si rivelano dei veri e propri proiettili. Un errore che non pu˛ essere sottaciuto. Anche perchŔ in Iraq la sabbia del deserto non manca. Nello speciale in questo stesso sito, le foto che mostrano i sacchi pieni di pietre, e le ruspe intente a riempirli appunto con pietrisco. Riteniamo che la Procura militare abbia intrapreso la strada giusta al fine dell'accertamento di eventuali responsabilitÓ di comando che hanno concausato la morte dei nostri colleghi. fermo restando che da noi sempre ritenuta una 2Missione scellerata" quella dell'Iraq. Roma, 18 mar. (Adnkronos) - ''La notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati della Procura militare di Roma del Colonnello George Di Pauli, Comandante della base dei Carabinieri di Nassiriya il 12 novembre 2003, cosi' come riportata dal 'Corriere della Sera' di oggi mi ha stupito ed indignato. Spero venga smentita dalla procura militare''. Lo ha dichiarato Mario Palombo, vice presidente della Commissione Difesa del Senato. ''Il comandante Di Pauli ha preso il possesso della sede sulla base degli ordini ricevuti e ha provveduto a difenderla secondo le disposizioni del comandante italiano in Iraq e dello Stato maggiore della Difesa, agendo secondo regole di ingaggio prestabilite''. ''Al magistrato -sottolinea il senatore -hanno riferito due generali, uno dei Carabinieri e l'altro dell'Esercito, che sono pervenuti a conclusioni contrapposte. Sembra che al Di Pauli si imputi la responsabilita' di essere stato sotto armato e all'interno di un fortilizio, che tale non era anche per le mura troppo basse''. Secondo il parlamentare ''e' come dire che egli sbaglio' ad eseguire l'ordine dei superiori, che avevano scelto e mantenuto quella sede ed avevano armato lui e i suoi uomini, prima di partire per l'Iraq. Credo che la giustizia chiarira' la sua innocenza e mi auguro senza il calvario di un inutile processo''.
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